La pena di morte è stata abolita in Italia con l'entrata in vigore della Costituzione della Repubblica Italiana il 1° gennaio 1948. L'articolo 27 della Costituzione recita: "Non è ammessa la pena di morte".
Tuttavia, una versione limitata della pena di morte rimase in vigore nei codici penali militari in tempo di guerra fino al 1994. La legge costituzionale 2 ottobre 2007, n. 1 ha definitivamente abolito la pena di morte dalla Costituzione italiana, eliminando ogni possibilità di ripristinarla, anche in casi eccezionali come la guerra. Questa legge ha modificato l'articolo 27 della Costituzione, aggiungendo che "È esclusa in ogni caso la pena di morte".
Storicamente, la pena di morte è stata ampiamente utilizzata in Italia prima dell'abolizione. Le forme di esecuzione variavano nel tempo e nelle diverse regioni, includendo la decapitazione, l'impiccagione e, in tempi più recenti, la fucilazione.
L'abolizione della pena di morte in Italia è il risultato di un lungo processo di dibattito pubblico e di una crescente consapevolezza dei diritti umani fondamentali e dell'importanza della dignità umana. L'Italia è oggi un forte sostenitore dell'abolizione universale della pena di morte a livello internazionale.
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